«Onestà e trasparenza sono valori importanti»

Giunto ormai alla sua 14a stagione come allenatore di hockey su ghiaccio, Christian Wohlwend dirige per la prima volta un club di professionisti – e inizia proprio con l’HC Davos, la squadra più titolata in Svizzera. In questa intervista parla di emozioni, famiglia e del suo lavoro con l’HCD. 

Christian Wohlwend, allena l’HC Davos da sei mesi. Conosce bene i suoi giocatori?
Li conosco molto bene! Ciò è dovuto al fatto che ho avuto a che fare con gran parte dei giocatori già prima di diventare allenatore dell’HCD. Ho allenato tre giocatori su quattro quando guidavo la compagine nazionale giovanile. Questo fatto la dice lunga sull’età e sul talento della squadra. Ho inoltre avuto l’occasione di conoscere alcuni dei giocatori con più esperienza quando ero assistente allenatore della nazionale rossocrociata. 

 

Ha 42 anni, solo sei anni in più rispetto ad Andres Ambühl, capitano della squadra grigionese. Quali sono i vantaggi di essere un allenatore giovane?
L’età è un fattore secondario, quello che conta è avere personalità.  «Büeli» ha carattere da vendere. E anch’io, altrimenti non sarei diventato allenatore dell’HCD. È un leader e per me è molto importante perché voglio interagire con il capitano e lo coinvolgo in molte decisioni. Ma mi comporterei allo stesso modo anche se avesse 25 anni e le stesse peculiarità caratteriali. 

 

Ha allenato per anni gli U20 ed è stato assistente allenatore della nazionale. Cosa cambia ad allenare una squadra di campionato?
Trascorro molto più tempo con i giocatori e questo mi permette di lavorare in modo più specifico con ognuno di loro.

 

È considerato un allenatore impulsivo. Quanto sono importanti le emozioni nel suo lavoro?
Non sono più così impulsivo. Con l’impulsività non si ottiene niente. Invece le emozioni sono importanti. Credo nella passione, nell’energia positiva. Ne sono profondamente convinto e voglio trasmettere entrambi questi valori ai miei giocatori.

 

Una volta un giornalista canadese le ha chiesto come mai è così onesto. È buffo che l’onestà sia una caratteristica degna di nota, non trova?
Sono d’accordo. Io mi limito a non usare le frasi fatte molto in voga nello sport professionistico, che però non dicono mai granché. Sono uno che cerca di parlare chiaro. Per me onestà e trasparenza sono valori importanti. La sincerità paga sempre.

 

Perché nella National League ci sono solo due allenatori svizzeri?

Noi svizzeri siamo bravissimi a sminuirci. Non appena arriva qualcuno con l’accento inglese pensiamo: «È canadese, ne saprà sicuramente più di me.» Eppure oggi non dovremmo più nasconderci. Abbiamo tante conoscenze, ma per fare l’allenatore ci vuole molta tenacia. Alleno da 13 anni ed è la prima volta che ho la possibilità di guidare una squadra maschile della massima categoria. La perseveranza e la fiducia in se stessi manca a molti svizzeri. 

 

Come giocatore, sul ghiaccio non ha avuto una grande carriera professionistica. Per quale ragione?
Per diversi motivi. Quando ero giovane ero troppo impaziente. Volevo sempre bruciare le tappe. Diversi infortuni sono stati la conseguenza logica. Inoltre ci vuole sempre un pizzico di fortuna: l’allenatore giusto al momento giusto, un mentore … 

 

Deve essere stato difficile per una persona ambiziosa e determinata come lei …
Sì, certo. Ho giocato nella nazionale giovanile, ma da adulto spesso ho trovato spazio solo nella lega cadetta. Questo mi ha però permesso di iniziare presto con la mia carriera di allenatore. Non ho rimpianti. 

 

Nella rosa dell’HC Davos attualmente figurano solo due giocatori della nazionale. La sua squadra è competitiva?
Assolutamente sì. Il nostro obiettivo dichiarato è formare nuovi giocatori della nazionale, partendo dai nostri giovani talenti. Sono convinto che presto avremo più giocatori che verranno chiamati a difendere i nostri colori. 

 

Cosa fa per staccare dall’hockey su ghiaccio?
Vivo il momento: in pista i miei pensieri ruotano al 100 percento attorno all’hockey, mentre quando sono a casa divento marito e padre al 100 percento. Riesco a separare bene i miei impegni e quindi staccare la spina non è un problema.

 

Una volta ha detto: la cosa più importante che si può regalare ai propri figli è tempo e amore. Come allenatore dell’HCD quanto tempo le rimane per la sua famiglia?
Amo l’hockey e il Davos, ma amo anche la mia famiglia. Per i miei cari il tempo lo trovo sempre; cerco di essere presente il più possibile. 

 

Otto anni fa proprio sulle pagine della rivista di ÖKK Pronto avevamo presentato un certo Nino Niederreiter, che si apprestava a tentare la fortuna nella NHL. Anche lei sogna di allenare oltreoceano? 
Parliamo di un campionato incredibile e un tempo sognavo di allenare una squadra di NHL. È lì che militano i migliori giocatori del mondo, si tratta di un mondo con un fascino tutto suo. Oggi alleno l’HCD e ho la sensazione di essere al posto giusto e di poter raggiungere tutto quello che voglio. 

 


Christian Wohlwend

Da professionista Christian Wohlwend ha giocato solo 47 partite in NLA. La sua carriera di allenatore è iniziata nel settore giovanile dell’HC Turgovia. Nel 2016 è stato nominato allenatore della nazionale U20 e assistente allenatore della nazionale maggiore, con cui nel 2018 ha conquistato l’argento ai CM. Da aprile 2019 allena l’HC Davos.

 

ÖKK è i sponsor principale dell’Hockey Club Davos

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