Come iniziare: gli aspetti più importanti in sintesi
Chi va a sciare con bambini per la prima volta, si rende conto ben presto che molte cose sono nuove: riuscire a rimanere in equilibrio sugli sci, l’aria fredda, tante sensazioni diverse. Allo stesso tempo sciare è una delle attività sportive che i bambini imparano in modo sicuro, intuitivo e piuttosto rapido se ci sono le giuste condizioni. Come ad esempio iniziare senza stress, poter contare sui giusti aiuti e un’atmosfera di apprendimento in cui ciò che conta è divertirsi e non i risultati.
Da oltre 20 anni in Svizzera ogni anno più di 2’000 bambini partecipano alle settimane bianche per bambini dell’asilo, un’iniziativa supportata da ÖKK. Per una settimana invece di andare all’asilo i bambini sono sulle piste e imparano a sciare insieme a professionisti degli sport sulla neve appositamente formati. Le esperienze maturate durante questo lungo periodo lo dimostrano chiaramente: il modo migliore per imparare in modo duraturo e con fiducia è quando i bambini vivono il processo di apprendimento come un’avventura.
Sciare con bambini: in sintesi
- Età consigliata per iniziare: 4 anni circa
- Regola di sicurezza più importante: portare sempre il casco
- I bambini imparano in tappe brevi e stimolanti
- Le forme di apprendimento più efficaci sono giocare e imitare
- Frequentare una scuola di sci è una buona opzione, ma non è indispensabile
A partire da quale età i bambini imparano a sciare in sicurezza
Molti genitori sono incerti su quale sia il momento ideale per insegnare ai bambini a sciare. Spesso si sente dire: «Prima si inizia, meglio è». Ma dalla prassi emerge una tendenza chiara: dai quattro anni in poi, la maggior parte dei bambini è pronta a livello motorio per imparare in sicurezza i movimenti di base dello sci. A questa età la muscolatura è abbastanza stabile, e anche il senso dell’equilibrio nonché la coordinazione evolvono in modo tale da consentire di andare a spazzaneve, provare le prime frenate e fare piccole curve.
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«Dai quattro anni in poi i bambini sono pronti per iniziare a sciare. Prima di allora i muscoli non sono ancora pronti e non hanno abbastanza forza.»
Naturalmente ci sono bambini che all’età di due anni e mezzo si mettono già a scivolare sulla neve con curiosità. Questa attività può essere sensata sotto l’aspetto ludico, ma non dovrebbe essere una vera e propria «lezione di sci». Molti maestri di sci raccontano che bambini di meno di quattro anni spesso si stancano più in fretta, hanno una minore capacità di concentrazione e hanno bisogno di più sostegno di quanto si aspettino i genitori.
| Età del bambino | Attività tipiche | Note |
|---|---|---|
| 2-3 anni | Sci di plastica e giochi sulla neve | Unità brevi, l’importante è divertirsi |
| 4–5 anni | È possibile fare un corso di sci, andare a spazzaneve e fare le prime curve | Fase ideale per iniziare |
| 6+ anni | Progressi più rapidi nell’apprendimento | È più facile approfondire la tecnica |
Questi valori sono indicativi, ciò che conta è sempre il singolo bambino.
Equipaggiamento a misura di bambino: scarponi, sci e abbigliamento
Prima di iniziare a lavorare sulla tecnica, vale la pena pensare all’equipaggiamento. Spesso per i bambini è più semplice sciare con sci più corti di quanto possano pensare i genitori: la misura ideale arriva all’incirca all’altezza del petto. Gli sci di bambini già più esperti possono arrivare all’altezza della bocca o del naso. Se un bambino scia già con grande sicurezza, gli sci possono arrivare fino all’altezza degli occhi.
Però, ancor più della lunghezza degli sci, è importante che gli scarponi calzino bene. Scarponi troppo grandi o troppo stretti spesso sono causa di dolori o posture scorrette. I maestri di sci raccontano regolarmente che buona parte delle insicurezze dei bambini piccoli è dovuta a scarponi che calzano male. Si faccia consigliare personalmente in un negozio di sport.
Gli sci di plastica si prestano solo per fare le prime esperienze sulla neve, non per frequentare una scuola di sci. Visto che i bambini crescono in fretta, spesso prendere a noleggio gli sci è più economico e sensato che acquistarli.
L’abbigliamento è altrettanto importante: molti genitori scelgono un abbigliamento troppo pesante per i bambini. Il compromesso ideale è avere la possibilità di togliere uno strato («look a cipolla»). Sono indispensabili il casco e dei buoni guanti, poiché gli spigoli degli sci sono affilati e in caso di piccole cadute le mani finiscono automaticamente nella neve.
Prima di affrontare le discese, i bambini dovrebbero imparare a stare in piedi e a muoversi con gli sci. Fare qualche passo su un terreno pianeggiante, prima in avanti, poi di lato, aiuta moltissimo. I bambini si accorgono come gli sci scivolano, quale postura è più stabile e come possono mantenere l’equilibrio senza doversi sempre appoggiare a un adulto. Fare brevi pause, avere le dita al caldo e un piccolo spuntino possono fare miracoli. I bambini sciano meglio e sono più tranquilli quando si sentono al sicuro e a proprio agio.
Prima del primo giorno: di cosa ha davvero bisogno il suo bambino
Casco (obbligatorio)
Scarponi da sci che calzano bene (non devono essere troppo stretti!)
Lunghezza degli sci: arrivano all’incirca all’altezza del petto
«Look a cipolla»: indossare strati che si possono togliere
Guanti con buona protezione dai tagli
Crema solare e occhiali protettivi
Imparare a sciare in modo giocoso: tecnica a misura di bambino
Molti adulti si ricordano ancora di termini tecnici come «carving» o «spostamento del peso». Per i bambini queste parole hanno poco significato, loro imparano piuttosto vedendo immagini, ascoltando storie o imitando gli altri. Oggi quando iniziano, molti bambini nelle scuole di sci sentono termini tecnici semplificati come «pizza» (per frenare) o «patatine» (per far scorrere gli sci).
La prima cosa da imparare è proprio far scorrere gli sci e capire come reagisce la neve sotto questi ultimi. Poi si impara ad andare a spazzaneve, che è fondamentale per frenare. La maggior parte dei bambini capisce subito di cosa si tratta quando si parla di «pizza» o quando si fa vedere loro come le punte degli sci davanti sono vicine.
Il più delle volte anche le prime curve si fanno in modo giocoso. I bambini seguono una linea, un’immagine di un animale, il maestro di sci o i genitori. Sono più veloci a imitare dei movimenti che a capire istruzioni. Spesso basta un piccolo impulso dato dallo sguardo: è automatico andare tendenzialmente nella stessa direzione in cui si guarda.
Camminare, slittare, scivolare – le basi per piccoli principianti


Spesso i genitori tengono i bambini in mezzo alle gambe già durante i primi tentativi e vanno subito insieme sull’ancora. Tuttavia, i bambini, ancora instabili, tenderanno a lasciarsi andare e ad appoggiarsi sulle gambe dei genitori o sui loro scarponi da sci. In seguito, non sarà facile togliere ai piccoli l’abitudine di mantenere questa posizione inclinata all’indietro. Ecco un'idea migliore su come fare: come descritto in precedenza, è utile iniziare su un terreno pianeggiante. Faccia esercitare il bambino a camminare sugli sci, poi a slittare e quindi a scivolare, una sensazione che sicuramente non gli è famigliare.
Lo sguardo determina la direzione: i bambini vanno automaticamente nella direzione in cui guardano. Fare piccoli spostamenti del peso verso l’esterno basta per fare le prime curve.
Errori tipici: il bambino sposta il peso all’indietro
Soluzione: tenere le mani sulle ginocchia e/o i genitori danno il buon esempio
Fare la pizza – le basi per frenare


Scopra in che modo il suo bimbo apprende con più facilità: provi a scendere in posizione spazzaneve lei stessa/o: magari il bambino la imita. In alternativa, può provare a schiacciare le punte degli sci al piccolo sciatore. Oppure bastano semplici istruzioni verbali come «allargare le gambe, unire le punte». Anche in questo caso è importante optare per un terreno pianeggiante.
Prendere lo skilift: un grande passo che spesso è più semplice di quanto si pensi
Come i bambini imparano a prendere lo skilift in sicurezza


Il momento in cui i bambini prendono per la prima volta uno skilift a piattello o ad ancora da molti genitori è considerato una tappa fondamentale. C’è una cosa importante da tenere a mente: un bambino può prendere uno skilift non prima di aver imparato a frenare bene e a sciare in modo stabile per brevi tratti. Altrimenti il tutto rischia di essere una fonte di stress inutile.
Per esercitarsi a fare questo movimento molti maestri di sci consigliano di fare un piccolo esercizio a secco: il bambino si infila un bastoncino da sci tra le gambe, i genitori lo tirano leggermente e il bambino prova come si fa a lasciarlo andare. Questo consente di superare molte incertezze e aiuta a capire come funziona il tutto.
Per lo skilift vale un principio semplice: i genitori stanno dietro al bambino. Sulla pista vale il contrario: i genitori dovrebbero essere davanti per consentire al bambino di orientarsi.
Come i bambini imparano a prendere lo skilift in sicurezza
Sciare è un’attività sicura se i bambini conoscono regole chiare e gli adulti danno il buon esempio. Le regole FIS sono utili e possono essere applicate anche a misura di bambino. È particolarmente importante che i bambini non si fermino dietro a collinette, tengano le giuste distanze e guardino a destra e a sinistra prima di ogni curva.
Le regole FIS spiegate a misura di bambino


Scuola sci o genitore autodidatta?
Imparando a sciare non conta solo cosa si impara, ma anche chi lo insegna. Perché diciamoci la verità: in un contesto diverso per un bimbo ogni cosa diventa più piacevole, persino le verdure che di solito a casa rifiuta categoricamente. Lo stesso principio vale quando si vuole imparare a sciare: molti bambini ascoltano di più gli insegnanti, perché li prendono maggiormente sul serio e ci sono meno distrazioni. Inoltre, all’interno di un gruppo spesso c’è un forte effetto di emulazione.
I genitori invece possono avere il vantaggio di conoscere bene i propri figli e di accompagnarli con cautela. Se però loro stessi sono incerti sugli sci o si lasciano andare all’emotività («Avanti, muoviti!»), imparare può essere più difficile.
Alcune famiglie abbinano entrambe le cose: alcune ore di scuola di sci per imparare la tecnica di base, e poi ci si esercita insieme. In ogni caso non dovrebbero esserci aspettative eccessive e non bisogna mai sovraccaricare il bambino.
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«Anche se sono un maestro di sci, mia figlia non ha imparato a sciare con il mio aiuto. Ascoltava più volentieri e con più attenzione le mie colleghe e i miei colleghi.»
Motivazione: piccoli trucchi, grande effetto
Nulla è tanto determinante per i progressi nell’apprendimento quanto lo stato d’animo del bambino. I maestri di sci lo sanno: i bambini hanno bisogno di varietà, di brevi fasi di apprendimento e di molti incoraggiamenti. Spesso darsi il cinque dopo una breve discesa è più efficace di tante spiegazioni tecniche.
Quando i bambini iniziano a essere stanchi, anche l’apprendimento si blocca. Un piccolo spuntino, una breve pausa o uno sguardo nel libro di Giulio coniglio a bordo pista sono ottimi modi per tenere alte le motivazioni e per creare un momento di svago. E anche se qualcosa non va per il verso giusto, se si cade o si perde uno skilift, una piccola esperienza positiva aiuta a rimettersi in carreggiata.
Domande e risposte frequenti
Dal punto di vista motorio i bambini sono pronti a partire da un’età di quattro anni circa, ma anche iniziare all’età di sei, sette anni o ancora più tardi non è un problema. Spesso bambini più grandi (e gli adulti) imparano più in fretta, perché la coordinazione e la consapevolezza del proprio corpo di norma sono più sviluppate. Iniziare più tardi non comporta nessuno svantaggio, sciare può essere divertente a qualsiasi età e non è mai troppo tardi per imparare.
Si tratta di una questione molto individuale. Di solito i bambini hanno bisogno da uno a cinque giorni, a seconda del grado di motivazione, dello stato di forma del giorno e dello sviluppo motorio. Un bambino è pronto quando è capace di frenare in modo sicuro, di stare in piedi e di fare piccole curve e si sente visibilmente a proprio agio.
Sì, ed è addirittura consigliabile fare così. I bastoncini sono un elemento di distrazione e ostacolano le prime fasi di apprendimento.
All’inizio è normale che si cada spesso. Spesso per una posizione troppo inclinata all’indietro o troppe sollecitazioni. Modificare leggermente la postura («mettere le mani sulle ginocchia») o scegliere un pendio più semplice può essere subito d’aiuto.
Anche avere paura è normale e può capitare in qualsiasi momento, spesso dopo una piccola caduta o quando succede qualcosa di inaspettato. Calma, una breve pausa e un esercizio semplice e sicuro possono essere d’aiuto. Importante: non bisogna minimizzare le paure, ma prenderle sul serio e creare esperienze positive passo dopo passo.
Le lezioni devono essere brevi e varie: 45-60 minuti di fila è la durata ideale. Di solito le lezioni più lunghe funzionano solo in gruppi in cui la distrazione è maggiore.
Poca concentrazione, cedimenti improvvisi, cadute più frequenti o un pianto sono chiari segni di stanchezza. È meglio fare una pausa per tempo per conservare esperienze positive nell’apprendimento.
Ritmi troppo elevati, pause insufficienti, sci troppo lunghi, abbigliamento troppo pesante e troppe pressioni. Molti genitori inoltre hanno la tendenza di parlare con il bambino mentre sta andando sugli sci, questo lo mette in difficoltà.
Perché l’effetto di emulazione è molto marcato. I bambini vedono altri bambini che sciano e intuitivamente li imitano. Inoltre spesso ascoltano meglio gli estranei che i propri genitori.
Una pista larga, pianeggiante, con una buona visuale, senza incroci e con una zona dedicata ai bimbi. Molti comprensori sciistici hanno settori delimitati destinati a chi sta imparando.

Giusi Flepp
Giusi Flepp è il responsabile della scuola di sport invernali di Disentis e responsabile esperto della formazione durante le settimane bianche per bambini.

Roland Haberthür
Roland Haberthür dirige la scuola di sci di Grüsch-Danusa. È responsabile della formazione e dell’assistenza agli apprendisti sciatori, coniuga esperienza pratica pluriennale e insegnamento professionale per principianti e sciatori più esperti. In passato è stato responsabile di filiale di una banca.
Da molti anni entrambi gli esperti accompagnano i bambini alla scoperta dello sport sulla neve.





