Una persona si trova all’aperto accanto a rami in fiore e tiene un fazzoletto davanti al viso.

Raffreddore da fieno: sintomi e cosa è davvero efficace

Starnuti frequenti, naso che cola, occhi che lacrimano: il raffreddore da fieno colpisce una persona su cinque in Svizzera. Scopra cosa c’è dietro e cosa è davvero efficace.

Quando la natura si risveglia, i primi caldi raggi di sole ci fanno uscire di casa. Ma la primavera nasconde anche delle insidie: «L’allergia ai pollini è la più frequente in Svizzera. A soffrirne è una persona su cinque» spiega Bettina Ravazzolo, esperta presso aha! Centro Allergie Svizzera. Anziché godersi il risveglio della primavera, la vita quotidiana è caratterizzata da attacchi di starnuti, lacrimazione e naso chiuso o che cola. Alla base di questi disturbi c’è solitamente un’allergia ai pollini, ovvero una reazione eccessiva del sistema immunitario ai pollini in realtà innocui presenti in natura.

Riconoscere i sintomi tipici

I disturbi si manifestano spesso contemporaneamente e variano in intensità. I sintomi tipici sono attacchi di starnuti, naso chiuso o che cola (rinite), occhi arrossati, irritati o che lacrimano (congiuntivite) e prurito nella zona del palato, del naso e delle orecchie. Una differenza importante rispetto al raffreddore è che in caso di allergia il muco nasale rimane trasparente e fluido e, di solito, non si manifesta la febbre.

Cosa provoca il raffreddore da fieno?

Le persone colpite non sono allergiche al fieno, bensì alle proteine di determinati pollini di alberi, arbusti, graminacee e cereali. «Il sistema immunitario produce degli anticorpi contro i pollini rilasciando istamina e provocando così un’infiammazione della congiuntiva degli occhi e della mucosa nasale», spiega l’esperta. I disturbi riscontrati sono attribuibili per il 95% a sei piante diverse: graminacee, betulle, frassini, noccioli, ontani e artemisia.

La concentrazione di polline varia nel corso dell’anno: i primi sintomi compaiono già a gennaio, mentre il picco di concentrazione del polline delle graminacee si registra all’inizio dell’estate. Condizioni meteorologiche come inverni miti o primavere calde contribuiscono ad allungare ulteriormente la stagione.

Perché le allergie sono in aumento?

Gli studi dimostrano che sempre più persone soffrono di raffreddore da fieno. Mentre in passato ne era colpita solo una piccola parte della popolazione, oggi la percentuale è pari a circa il 20%. Tra le possibili cause figurano fattori ambientali quali l’inquinamento atmosferico, che intensifica la produzione di allergeni da parte delle piante, nonché il mutamento delle condizioni di vita. Un minore contatto con i microbi durante l’infanzia può rendere il sistema immunitario più sensibile.

Allergia crociata: quando sono coinvolti anche i prodotti alimentari

Molte persone affette da allergia ai pollini reagiscono inoltre a determinati alimenti. Ciò è dovuto al fatto che le strutture proteiche sono simili e il sistema immunitario non è in grado di distinguerle; questo fenomeno è noto come allergia crociata.
Dopo aver consumato cibi crudi, sono tipici un formicolio al palato, una sensazione di bruciore e prurito, o addirittura un gonfiore, nella zona della bocca e sulle labbra. Gli alimenti interessati dipendono dal tipo specifico di allergia ai pollini. È fondamentale evitare gli alimenti che causano intolleranze.

Cosa aiuta in caso di raffreddore da fieno e allergia ai pollini?

Gli antistaminici, disponibili sotto forma di compresse, gocce, colliri o spray nasali, bloccano l’azione dell’istamina e alleviano sintomi quali starnuti, prurito e lacrimazione, solitamente entro 30 minuti. In caso di disturbi più gravi si ricorre ad antistaminici contenenti cortisone che agiscono come antinfiammatori direttamente sulla mucosa nasale. Tuttavia occorrono da alcune ore a qualche giorno perché raggiungano la piena efficacia.

Chi desidera affrontare la propria allergia in modo duraturo può prendere in considerazione l’immunoterapia specifica, nota anche come desensibilizzazione. In questo modo, l’organismo viene gradualmente abituato all’allergene scatenante nel corso di un periodo di tempo prolungato, tramite compresse, gocce o iniezioni. Questa terapia può ridurre notevolmente i sintomi o, in alcuni casi, prevenirli del tutto. L’efficacia è dimostrata soprattutto nel caso del polline di graminacee, betulle e ambrosia. L’immunoterapia è indicata soprattutto nei casi in cui i sintomi sono di intensità da moderata a grave, l’agente scatenante è stato chiaramente identificato e i farmaci per il trattamento sintomatico da soli non sono sufficienti.

Oltre alle cure tradizionali della medicina convenzionale, molte persone affette da allergia ricorrono anche a terapie naturali e di medicina complementare. Tra queste figurano l’omeopatia, l’agopuntura, la fitoterapia o la medicina antroposofica. L’obiettivo di questi approcci è quello di migliorare il benessere individuale e sostenere il corpo in modo olistico.
Molte persone riferiscono di un alleviamento dei sintomi o di una maggiore capacità di gestire l’allergia nella vita quotidiana. Tuttavia, in caso di disturbi più gravi o di complicazioni, la medicina alternativa e la medicina complementare non sostituiscono le terapie mediche consolidate ma, se utilizzate correttamente, possono rappresentare un’utile integrazione.

Consigli per la vita quotidiana: ridurre l’esposizione al polline

Bastano semplici accorgimenti per ridurre notevolmente l’esposizione al polline nella vita quotidiana: soprattutto in caso di elevata concentrazione di pollini o di vento forte, è consigliabile ridurre il tempo trascorso all’aria aperta e, se possibile, praticare attività sportive al chiuso. Indossare occhiali da sole può aiutare ulteriormente a proteggere gli occhi dal polline nell’aria.

Anche a casa è importante comportarsi nel modo giusto: durante la stagione dei pollini è consigliabile arieggiare gli ambienti solo per brevi periodi, preferibilmente al mattino presto o dopo la pioggia, quando la concentrazione di pollini è più bassa. Non si dovrebbe stendere il bucato all’aperto, poiché il polline vi si deposita facilmente. È inoltre consigliabile riporre gli indumenti indossati fuori dalla camera da letto.

Molte persone traggono inoltre beneficio da piccole abitudini serali: lavarsi i capelli e sciacquarsi il naso con uno spray all’acqua di mare può aiutare a rimuovere i residui di polline e quindi ad alleviare i disturbi notturni.

Inoltre, ci sono diversi strumenti che possono alleviare ulteriormente i sintomi: un purificatore d’aria in camera da letto o un filtro antipolline in auto sono particolarmente utili durante l’alta stagione. Si dovrebbe inoltre evitare sistematicamente di fumare tabacco, poiché irrita ulteriormente le vie respiratorie.

Per organizzare meglio la giornata, vale la pena dare un’occhiata alle previsioni aggiornate sul polline. Le mappe online del polline, ad esempio quelle di aha! Centro Allergie Svizzera, mostrano l’attuale livello di pollini e aiutano a programmare le attività di conseguenza.

La prevenzione delle allergie inizia già prima della nascita: seguire una dieta equilibrata durante la gravidanza e non fumare possono ridurre il rischio di allergie nel bambino. Anche l’allattamento al seno nei primi mesi di vita e un’alimentazione equilibrata e varia favoriscono lo sviluppo del sistema immunitario.

Cinque curiosità interessanti
  • Il numero di persone allergiche è in costante crescita. All’inizio del XX secolo era colpita una persona su 100, oggi sono 20 persone su 100.
  • Un tempo le allergie erano considerate una malattia dell’infanzia, che passava con l’avanzare dell’età. In realtà però possono comparire a qualsiasi età – succede infatti molto più spesso che si sviluppi un’allergia tardiva.
  • A causa dell’inquinamento atmosferico, le piante producono più allergeni e i pollini diventano così più aggressivi.
  • 30 minuti di pioggia intensa sono di regola sufficienti per pulire l’aria dai pollini.
  • Se l’allergia ai pollini non viene trattata per un periodo prolungato è possibile che si sviluppi un’asma allergica.

Domande e risposte frequenti

Particolarmente efficaci nel trattamento del raffreddore da fieno sono gli antistaminici in compresse, che bloccano l’azione dell’istamina e alleviano sintomi quali starnuti, prurito e lacrimazione. Inoltre, possono essere d’aiuto spray nasali antiallergici o colliri. I primi effetti si manifestano solitamente entro 30 minuti.

In caso di sintomi più gravi, gli spray nasali a base di cortisone sono considerati particolarmente efficaci, perché agiscono come antinfiammatori direttamente sulla mucosa nasale e sono particolarmente indicati in caso di rinite allergica da moderata a grave. Per ottenere un effetto duraturo, devono essere utilizzati regolarmente.

L’allergia ai pollini non provoca febbre e il muco nasale rimane solitamente trasparente e fluido, mentre in caso di raffreddore, il muco tende a essere viscoso e giallastro e i sintomi sono spesso accompagnati da febbre.

Il raffreddore da fieno non sempre può essere curato completamente, ma può essere alleviato a lungo termine grazie all’immunoterapia specifica (desensibilizzazione): questo trattamento agisce direttamente sulla causa e può ridurre in modo duraturo i sintomi o, in alcuni casi, prevenirli del tutto.

La concentrazione di pollini più elevata si registra solitamente in primavera e all’inizio dell’estate. A seconda dell’allergene, la stagione inizia già a gennaio (ad es. nocciolo, ontano), mentre il polline delle graminacee raggiunge spesso il picco all’inizio dell’estate. Le condizioni meteorologiche e la temperatura influiscono ulteriormente sull’intensità e sull’inizio della dispersione del polline.

Purtroppo sì. Gli allergeni infatti sono la causa più frequente di asma. Inoltre, un’allergia non trattata può sfociare in un cosiddetto «cambiamento di livello», ovvero una migrazione dell’infiammazione dalle vie respiratorie superiori a quelle inferiori.

Conclusione

Il raffreddore da fieno è molto diffuso, ma oggi si può trattare efficacemente. È fondamentale riconoscere i sintomi in fase precoce, conoscere i propri fattori scatenanti e combinare misure adeguate: dai farmaci di comprovata efficacia alle immunoterapie mirate, fino a semplici adeguamenti nella vita quotidiana.

Portrait Bettina Ravazzolo

Bettina Ravazzolo

Bettina Ravazzolo è esperta presso aha! Allergiezentrum Schweiz.