Persona in abbigliamento sportivo utilizza un rullo massaggiante rosso per il recupero muscolare sul pavimento di uno spazio di allenamento luminoso.

Recupero nello sport: perché il riposo rinforza

In molti si allenano regolarmente, trascurando però il recupero che invece è vitale per le prestazioni e la salute. Lucie Tlach, specialista in medicina dello sport, spiega perché.

Chi si allena regolarmente conosce bene la sensazione: gambe stanche, indolenzimento muscolare e, nonostante tutto, la voglia di tornare subito ad allenarsi. Ma è proprio qui che spesso sta l’errore. Allenarsi di più non comporta automaticamente un miglioramento delle prestazioni.

Perché il recupero è fondamentale

Dopo allenamenti intensi, il corpo è inizialmente esausto: le riserve energetiche sono ridotte, i muscoli affaticati e le fibre muscolari più piccole danneggiate; di conseguenza, le prestazioni subiscono un calo temporaneo. «Affinché il muscolo possa crescere, ha bisogno di tempo per rigenerarsi», spiega la dottoressa Lucie Tlach, specialista in medicina dello sport.
Infatti, è solo nella fase di recupero che segue che il corpo avvia i processi di riparazione e ricostruzione. L’organismo elimina i prodotti del metabolismo generati durante lo sforzo fisico e attiva il processo di riparazione, favorendo così la crescita muscolare.

Il corpo non solo compensa lo sforzo, ma sviluppa anche la muscolatura e aumenta le riserve energetiche e la resistenza oltre il livello iniziale. Nella medicina dello sport si parla di «supercompensazione». È così che si ottengono progressi nell’allenamento. Affinché ciò avvenga, dopo l’allenamento il corpo ha bisogno soprattutto di sonno, di una quantità sufficiente di energia, di proteine e di tempo.

Evitare il sovraccarico

Chi riprende troppo presto un allenamento intenso, aumenta il rischio di sovraccarico, infortuni, stanchezza cronica, infezioni e calo delle prestazioni. Le conseguenze tipiche di una fase di recupero insufficiente sono strappi muscolari, disturbi alle ginocchia o fratture da stress. Proprio gli sportivi amatoriali più ambiziosi tendono spesso a ignorare i segnali di allarme per troppo tempo. In questo caso, conviene fare una pausa quando è necessario, piuttosto che rimanere fuori gioco a lungo in seguito: «Molte persone non prestano sufficiente attenzione alla propria salute e accettano il rischio di subire infortuni. Il sovraccarico provoca un circolo vizioso e le prestazioni diminuiscono», afferma Lucie Tlach.

Organizzare il recupero in modo attivo e passivo

Recuperare non significa solo riposare. Il recupero attivo favorisce la circolazione sanguigna, consentendo ai nutrienti di raggiungere più rapidamente i muscoli e ai prodotti di scarto di essere eliminati in modo più efficiente. Allo stesso tempo, anche il recupero passivo rimane importante, soprattutto in caso di volumi di allenamento elevati o intensi sforzi fisici quotidiani.

Recupero attivo Recupero passivo

Passeggiate

Sonno

Nuoto a ritmo rilassato

Rilassamento

Yoga

Pausen

Allenamento della mobilità

Sauna

Bicicletta/cyclette a ritmo rilassato

Bagno nel ghiaccio

Rullo fasciale

Massage

Recupero attivo

Passeggiate

Nuoto a ritmo rilassato

Yoga

Allenamento della mobilità

Bicicletta/cyclette a ritmo rilassato

Rullo fasciale

Recupero passivo

Sonno

Rilassamento

Pausen

Sauna

Bagno nel ghiaccio

Massage

L’alimentazione come base del recupero

Senza energia non c’è recupero. Le proteine, in particolare, svolgono un ruolo importante nella crescita e nella riparazione dei muscoli. Nel contesto sportivo, si raccomanda spesso un apporto giornaliero compreso tra 1,2 e 2 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo. Raggiungere questo apporto attraverso la normale alimentazione può risultare difficile, soprattutto nel caso di una dieta vegetariana o vegana.

Fonti proteiche adatte sono il quark magro, il cottage cheese, le uova, la carne, i legumi (ad es. lenticchie, ceci, soia) e, come integrazione, i frullati proteici. «Il corpo è in grado di assimilare solo una quantità limitata di proteine», spiega Lucie Tlach. Un’alimentazione equilibrata rimane quindi fondamentale in questo contesto. Non bisogna inoltre dimenticare i carboidrati perché, soprattutto negli sport di resistenza, aiutano a ricaricare le riserve energetiche.

Il fabbisogno energetico e nutrizionale non è uguale per tutti: oltre allo stile di vita, al metabolismo e al livello di stress, anche il genere ha un ruolo importante. Soprattutto nelle donne in età fertile, le fluttuazioni ormonali durante il ciclo influenzano il processo di rigenerazione. Altrettanto importante è un apporto sufficiente di energia e nutrienti, in particolare ferro, magnesio, calcio, vitamina B12, acido folico e vitamina D. Nella medicina dello sport, temi come l’alimentazione in linea con il ciclo mestruale e l’allenamento in funzione del ciclo mestruale stanno acquisendo sempre maggiore importanza.

Il recupero è anche una questione di testa

Il recupero non avviene solo a livello muscolare, ma anche a livello mentale. I programmi di allenamento, gli orologi sportivi e gli obiettivi possono essere fonte di motivazione, ma possono anche portare a trascurare alcuni segnali di allarme:

  • mancanza di motivazione
  • stanchezza
  • cattiva qualità del sonno
  • irritabilità
  • mancanza di progressi nell’allenamento
  • mancanza di entusiasmo in vista dell’allenamento

Chi riconosce in sé diversi di questi segnali di allarme dovrebbe rallentare consapevolmente il ritmo. In questo contesto, può essere utile:

  • provare un nuovo sport
  • allenarsi senza pressione agonistica
  • fare un’attività fisica leggera con gli amici
  • fare passeggiate o escursioni
Una buona preparazione per grandi obiettivi

Chi si pone grandi obiettivi sportivi, come partecipare a una maratona o un Ironman, dovrebbe procedere in modo strutturato:

  • consulenza da parte di persone esperte
  • programma di allenamento con fasi di recupero
  • preparazione mentale
  • individuazione precoce dei segnali di allarme

Secondo Lucie Tlach, un allenamento regolare incentrato sulle basi, integrato da singole sessioni brevi di allenamento a intervalli, spesso dà risultati migliori rispetto a singoli sforzi estremi, soprattutto all’inizio.

L’essenziale in breve

  • La base per le performance si costruisce durante la fase di recupero e rigenerazione dopo l’allenamento
  • Il sonno, l’alimentazione e il recupero attivo sono fondamentali
  • Un recupero insufficiente aumenta il rischio di infortuni
  • Le proteine sono importanti, ma nella giusta misura
  • Il recupero attivo può essere utile
  • Gli orologi sportivi possono essere d’aiuto, ma non sostituiscono le sensazioni corporee

Domande e risposte frequenti

Il tempo di recupero dipende dall’intensità dell’allenamento, dal sonno, dall’alimentazione e dalla condizione fisica. Dopo uno sforzo intenso, i muscoli hanno spesso bisogno di 24-72 ore di riposo.

Il dolore muscolare indica semplicemente che il muscolo è stato sottoposto a sforzo. Non è un indicatore di qualità per un allenamento efficace e e per l’aumento della massa muscolare.

Il rullo fasciale può favorire la circolazione sanguigna e migliorare temporaneamente la mobilità, poiché stimola meccanicamente gli strati più profondi dei tessuti. Le fasce sono involucri di tessuto connettivo che circondano i muscoli. Se si irrigidiscono o si creano delle aderenze, la mobilità può risultare limitata.

I massaggi hanno spesso un effetto rilassante e possono migliorare il benessere. L’effetto diretto sulla rigenerazione muscolare non è scientificamente dimostrato in modo inequivocabile. «I massaggi sono utili soprattutto dal punto di vista psicologico», afferma Lucie Tlach.

Queste misure rigeneranti possono stimolare la circolazione sanguigna e favorire soggettivamente il recupero. Non esistono tuttavia evidenze scientifiche univoche a tale riguardo. Lucie Tlach afferma: «La sauna e il bagno nel ghiaccio non sono sempre indicati dopo ogni allenamento. Bisogna scoprire cosa fa bene al proprio corpo».

Molti orologi sportivi misurano il sonno, lo sforzo fisico e il recupero. Possono fornire indicazioni sullo stress e sulla qualità del sonno, fungendo così da punto di riferimento. Rimane tuttavia determinante la percezione che si ha del proprio corpo, poiché fattori come la stanchezza, lo stress o la motivazione non possono essere misurati in modo affidabile

Lucie Tlach

Lucie Tlach è specialista in medicina interna generale FMH con specializzazione in medicina dello sport SGSM. È titolare dello studio medico di famiglia e di medicina dello sport Cuira a Coira e, in qualità di medico di squadra, segue, tra gli altri, l’EHC Chur. In precedenza ha lavorato per diversi anni come medico capoclinica in vari ospedali svizzeri.